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Si terrà sabato 24 settembre dalle ore 16 presso il centro Maria Regina della Pace in Via vittime dell’ 11 settembre a Bondeno (Fe), la seconda Festa dei Popoli.
Immutate le motivazioni e lo spirito che l’anno scorso hanno ispirato la prima edizione. Una giornata che sia festa e riflessione su un tema quanto mai urgente come quello della pacifica convivenza tra le persone.

AIUOLA DELLA PACE

Ho conosciuto il Movimento dei Focolari quando avevo circa 25 anni e quando mi sono affacciata nel mondo del lavoro, avevo tanto timore perché pensavo di non riuscire a vivere anche lì gli insegnamenti di Chiara. Dopo varie esperienze lavorative, finalmente quattro anni fa ottengo un contratto a tempo indeterminato come insegnante di matematica e scienze nella scuola media: sono felicissima, anche se mi preoccupa un po’ dovere insegnare la matematica, una materia un po’ “antipatica e fredda” agli occhi della maggior parte degli alunni!

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Sono anni molto intensi per me, poiché un lavoro nuovo comporta sempre una riorganizzazione personale e non riesco a pensare ad altro che preparare le lezioni delle due mie nuove materie da insegnare; mi colpisce però una mia cara amica del Movimento, Rosa Maria, maestra in una scuola della mia città, che con i suoi alunni ogni giorno tira e vive il “dado dell’amore” dei Gen4: mi racconta esperienze straordinarie dei suoi piccoli alunni che vivono la “Rivoluzione dell’amore”! Penso io “Magari potessi farlo anch’io nella mia scuola, ma i miei alunni sono nel pieno dell’adolescenza! Poi con i ritmi incalzanti della scuola media, non è proprio possibile!” Ma più io confesso queste mie convinzioni a Rosa Maria, più lei mi spinge a provare!
Nei programmi ministeriali compare più volte il concetto che noi insegnanti siamo primariamente “educatori” dei nostri alunni, dovremmo pensare principalmente a formarli come persone ed infatti io sempre di più sentivo l’esigenza di trasmettere a loro non solo la matematica e le scienze, ma come fare, ci riuscirò io? Così ho voluto provare e ho chiesto a Chiara che dal Cielo mi aiutasse: senza quasi che me ne accorgessi, ho iniziato a parlare in classe del “dado dell’amore”, della “Regola d’oro”,... In effetti è piaciuta molto la “Regola d’oro”, ma dopo poco si è esaurito tutto lì, anche perché i ragazzi erano di una terza media e dopo l’esame non li avrei più rivisti, perché di un paese lontano da dove abito. Nel frattempo Rosa Maria mi ha portato, di ritorno da un Congresso del Movimento, il “dado con i segni matematici” insieme ad un foglietto dove erano spiegati i significati che i Ragazzi per l'Unità davano ad ogni simbolo: fu un’illuminazione!
Durante l’estate del 2014 condivido con Rosa Maria questi miei pensieri e a ottobre, quando a scuola si devono presentare i progetti, presento ufficialmente nella mia scuola un percorso con gli stessi obiettivi educativi del “dado dell’amore” di Rosa Maria, dal titolo “E’ matematico ... che è gioia”. Il progetto attira l’attenzione di qualche mio collega che mi chiede informazioni.
A settembre 2014 prendo in consegna due classi di prima media, una delle quali nello stesso paese dove abito e propongo a tutti i miei nuovi alunni il “dado matematico della pace” con i seguenti significati dei segni:
PIU’ GENEROSITA’: Diamo il massimo ogni giorno, per non pentirci mai di avere amato troppo poco. Abbiamo tante doti positive: usiamole!
DOLORE: Andiamo incontro a compagni e amici che attraversano momenti di dolore: hanno bisogno di attenzione, di ascolto? È come se ne avessi bisogno io e, per primo, mi rendo disponibile.
PER TUTTI, NESSUNO ESCLUSO: Andiamo incontro ad ogni persona, simpatica o antipatica, giovane o anziana, sana o ammalata, del nostro Paese o straniera. Amiamo come vorremmo che gli altri facessero con noi.
Con-DIVIDERE Mettiamo in comune con gli altri ciò che siamo e ciò che abbiamo. Doniamo con generosità: scopriremo quanta gioia c'è nel dare per far felici gli altri.
Riceveremo CENTO VOLTE tanto Non sarà sempre facile, perché l’impegno costa. Se qualcuno ci deride, perdoniamo. Facciamo la nostra parte, senza restringere i nostri obiettivi. Riceveremo sempre cento volte tanto.
uguale 1: un mondo unito nella fraternità. Puntiamo alla fratellanza universale, al mondo unito, “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te” .
Spesso in classe, soprattutto all’inizio dell’anno quando lanciavamo il “dado” mi chiedevo “Ma forse sbaglio, cosa sto facendo, sarà tempo perso, capiranno qualcosa?”, ma poi tutto è andato avanti da solo, o meglio tutto lo ha portato avanti Lui! Posso proprio dire che da questo momento in avanti la situazione “mi è sfuggita di mano”! Ero già molto contenta e mi sembrava di avere raggiunto il mio obiettivo e cioè un gruppo-classe unito; inoltre nelle mie classi stava succedendo quello che Rosa Maria mi raccontava dei suoi alunni: non aveva bisogno all’inizio dell’anno scolastico di fare un cartellone indicando le “regole sociali” da fare rispettare, come invece facevano tutti gli altri colleghi, perché vivendo il dado venivano rispettate tutte le regole di un gruppo, e stava succedendo anche nelle mie classi! E’ stato un anno scolastico fantastico, anche se solo nel secondo quadrimestre ho capito meglio cosa stava succedendo: i miei alunni solo verso febbraio mi hanno confessato che all’inizio a loro il “dado” sembrava un giochino inutile, invece con l’andare del tempo, hanno visto che portava frutti ed era una cosa seria, a tal punto che hanno voluto raccogliere le loro esperienze in un quaderno da regalare alla Dirigente Scolastica a fine anno. Ecco le testuali parole dei miei alunni alla Dirigente: “MANUEL: Gentilissima Dirigente Scolastica, grazie per avere accolto il nostro invito. Quest’anno abbiamo conosciuto il “dado matematico della pace”, e, poiché, usandolo, abbiamo fatto delle belle esperienze, vorremmo che lei le conoscesse. Il “Dado matematico” è una personalizzazione di un altro dado che si chiama “dado dell’amore”di Chiara Lubich. VITTORIA: Poiché nelle ultime settimane abbiamo avuto bisogno del “dado” per superare dei litigi che avevamo durante le ore di Educazione fisica, abbiamo conosciuto anche il “dado dello sport”. Quest’anno il tempo dedicato al dado durava spesso i primi dieci minuti di ogni lezione di matematica, ma ci ha aiutato lo stesso a superare alcune difficoltà che duravano da tempo: all’inizio abbiamo avuto bisogno dell’intervento della prof., ma ora molti litigi abbiamo imparato ad appianarli da soli e solo quando non riusciamo chiediamo alla prof.”
Per spiegare alla Dirigente che l’esperienza del “dado” non si esauriva lì, abbiamo letto qualche pagina del documento tratto dal sito internet di una scuola di Trento: in queste pagine viene spiegato che in seguito all’attentato del 11 settembre 2001, a Trento è nato il “Tavolo Tutto-pace”, che coinvolge tutte le scuole della città. Negli anni questi alunni hanno fatto molte iniziative sul tema della pace, tra cui la costruzione di un Aiuola della pace (che ha al centro il “dado dell’amore”) attorno a cui si ritrovano una volta all’anno.
La Dirigente è rimasta molto contenta e ha detto subito “Nelle altre classi devo andare a parlare agli alunni per dissipare litigi e risolvere problemi, mentre qui per la prima volta ho sentito alunni che risolvono da soli le difficoltà!” E ha proseguito “Perché non facciamo anche noi un’aiuola della pace!” I ragazzi erano entusiasti, e ... anch’io! Decidiamo di proporre questo progetto al “Consiglio comunale ragazzi” (C.C.R.) della nostra scuola, formato da due rappresentanti di ogni classe e che prevede sempre la collaborazione diretta del Sindaco del Comune.
A settembre 2015 si ricomincia il nuovo anno scolastico con nuove energie; in una riunione in cui si parla dei progetti da realizzare con il “Consiglio comunale ragazzi” ho modo di parlare del progetto dell’Aiuola della pace. Proprio in questa sede emerge un problema: la docente che è stata referente da anni del “C.C.R.” non è più disponibile, causa problemi famigliari, ma nessun docente dà la sua disponibilità, poiché è un impegno consistente! Per oltre un mese si cerca un insegnante ma non si trova nessuno; chiedono anche a me, ma, avendo presentato il Progetto dell’Aiuola, mi sento in “conflitto di interesse”, inoltre proprio con la Sindaca avevo avuto un piccolo dissapore (fatto con amore, ma sempre un reclamo insieme ad altre famiglie!) in estate per l’ennesimo allagamento in casa: non ero proprio la persona giusta e rifiuto l’incarico. Per il primo anno il “Consiglio comunale ragazzi” rischia di saltare e sarebbe una brutta figura col Sindaco: la vice-preside mi chiama e mi supplica di accettare: mi consulto con Rosa Maria che mi dice “Se quest’estate hai avuto quel dialogo con la Sindaca e hai fatto tutto con amore, è rimasto solo amore, fidati e cogli questa importante occasione per i tuoi alunni!” Sicura anche dell' appoggio della “Comunità locale” di Ferrara, accetto!
Seppure molto contenta, non è stato tutto facile per me però perché più si concretizzava il progetto dell’Aiuola più io avevo paura di non essere all’altezza; ha rappresentato per me anche una rivoluzione personale poiché ora tutti sapevano che io avevo proposto un’Aiuola della pace: dovevo più che mai essere coerente, essere una collega di “pace”! Così diventa per me uno stimolo e una forza ad essere migliore nell’amore: meraviglioso!
Tra tutti i progetti che il C.C.R. può realizzare, quello dell’Aiuola della pace piace a tutti: sia agli alunni e sia alla Sindaca! I ragazzi propongono un’aiuola nel giardino della scuola, mentre la Sindaca propone addirittura l’aiuola nella piazza centrale del Paese! Ci racconterà in seguito che in quella stessa piazza sono anni che al posto di una fontana pericolosa e brutta, il Comune vuole costruire qualcosa di riqualificante e avevano alcuni progetti in mente ma nessuno è andato in porto; addirittura negli ultimi anni sono stati proposti per quattro volte quattro progetti diversi, proponendoli anche sul web, ma tutto è caduto nel vuoto! Invece il progetto dell’Aiuola della pace è piaciuto subito al Comune e quindi si inizia!
Un momento singolare è stato quando la Sindaca dice agli alunni che si farà l’aiuola ma senza il “dado”, perché di difficile costruzione: i ragazzi sono un po’ delusi, in maniera particolare gli alunni della mia classe che dicono alla Sindaca che accetteranno la proposta del Comune ma certo se si farà senza il “dado” perderà il significato originale! La Sindaca rimane molto colpita da queste parole, si ricrede e dice che farà il possibile perché ci sia il “dado” nell’aiuola, così chiede agli alunni di disegnare e/o costruire i bozzetti dell’Aiuola, che porterà all’Ufficio tecnico del Comune. Detto, fatto: quando, dopo circa un mese, la responsabile dell’Ufficio tecnico viene a scuola, le vengono presentati decine di disegni e alcune bozze tridimensionali dell’aiuola! Colpita da tanto fervore, dice che li visionerà tutti e cercherà di fare un progetto che sia una sintesi di tutti i progetti degli alunni. E’ presente anche un giornalista, che scriverà vari articoli sull’aiuola, che è affascinato dal significato dei segni del “dado”: chiede spiegazioni e gli alunni rispondono descrivendo tutto, tanto che l’architetto del Comune decide che tali segni saranno parte integrante dell’aiuola, evidenziati su una targa colorata.
Un altro momento delicato è stato quando gli alunni della mia classe hanno scoperto che nell’aiuola verrà affissa una targhetta con scritto che è un’opera della scuola: i miei alunni volevano solo il nome della loro classe, addirittura alcuni di loro vanno negli uffici del Comune; sono seguiti giorni di discussioni in classe ma alla fine abbiamo deciso che ora l’Aiuola (e il “dado”) non è solo della nostra classe ma della scuola intera e quindi sulla targhetta verrà scritto che è un’opera della scuola! Mi sembra proprio che gli alunni della mia classe abbiano fatto un altro atto d’amore che gli ha riempito il cuore, infatti, senza che glielo dicessi io, decidono che il giorno dell’inaugurazione dell’aiuola (1 giugno 2016) doneranno un “dado” ad ogni classe della scuola, perché sono convinti che tutto quello che si fa per l’aiuola della pace deve essere gratuito e non egoistico! Inoltre alcune alunne della mia classe il giorno 1 giugno hanno proposto per il prossimo anno scolastico il Concorso “La pace contagiosa”: vincerà l’alunno che a fine anno scolastico 2016/2017 avrà fatto conoscere a più persone possibile l’Aiuola della pace e il suo significato (le firme raccolte testimonieranno)! Qualche giorno dopo una mia alunna mi ha detto “Sa, prof., che tante persone mi fermano per strada dicendo che la nostra aiuola è molto bella, perché ha anche bel significato?!”
Durante l’inaugurazione dell’aiuola la Sindaca ha detto al microfono che l’hanno colpita alcune parole dette degli alunni, come per esempio il fatto che l’aiuola non è solo un bell’ornamento ma uno stimolo per vivere concretamente la pace; ha ripetuto poi un’altra frase degli alunni: questo giorno non è la fine di un percorso ma anzi l’inizio di un cammino che spera di continuare a condividere con noi!
Grazie Chiara, ancora una volta mi hai fatto sperimentare che la pace è possibile e l’amore concreto il motore di ogni cosa; aiutami a non rovinare tutto!