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INCONTRO INTERRELIGIOSO RIVERFRUT 3 scaled


Una ratatouille di colori, lingue, culture e religioni è quella che porta avanti un’azienda che produce e confeziona ortaggi freschi. Su 150 lavoratori, 110 sono stranieri: Nordafricani e dell’Europa dell’est. La Riverfrut di Suzzano di Rivergaro, in provincia di Piacenza, è nata negli anni ’80, dallo sviluppo di una piccola azienda agricola tradizionale.

Grazie all’intuizione dei gemelli Angelo ed Emilio Bertuzzi, che a 21 anni la ereditano dal padre, nel ’90 si orientano per la produzione esclusivamente di ortaggi per il consumo fresco, crudi, grigliati o al vapore, e confezionati e spediti velocemente ai supermercati. All’inizio lavoravano solo sei mesi all’anno, ma avendo richiesta anche negli altri mesi, soprattutto dalla grande distribuzione, hanno investito nella produzione anche in Marocco, in Egitto ed in Burkina Faso, mandando lì i propri semi da coltivare. In Burkina Faso sono stati costruiti appositamente anche 15 pozzi per l’irrigazione che servono ad altrettanti villaggi. C’è anche una grande attenzione alla sostenibilità: i nuovi packaging sono al 100% riciclabili e con fino al 75% di plastica in meno. Per festeggiare l’ampliamento dell’azienda (che oggi coltiva circa 800 ettari di terreni con una filiera agroalimentare controllatissima) ed anche il fatto che il Covid ha risparmiato i lavoratori e di conseguenza anche la produzione, che non si è mai fermata, il 12 ottobre, anche grazie ad un confronto dei Bertuzzi con mons. Dallavalle (direttore dell’ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso) si è tenuto un momento di preghiera interreligiosa. Ad unire i cuori dei 150 tra musulmani, ortodossi, evangelici e cattolici riuniti nel piazzale antistante l’azienda, hanno contribuito l’imam yemenita Yaseen Ben Thabit, il rappresentante della comunità islamica piacentina Yassine Baradai, il rappresentante della comunità ortodossa romena padre Yurie Ursachi, il vescovo cattolico Adriano Cevolotto e il pastore Nicola Tedoldi per la comunità evangelico metodista: ognuno ha potuto, nella propria lingua, condividere una preghiera o la lettura di un testo sacro. Un momento in cui alla Riverfrut, invece che ortaggi, si è seminata pace, solidarietà, condivisione…
KC


Foto ZANGRANDI

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